Giorno III - Lunedì 21 luglio 1975 - Viaggio Africa, Cover, DVD, Game, ricette, Corgi, Carlino

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Giorno III - Lunedì 21 luglio 1975

MAF 75



Galleria fotografica



Il MAF a Tunisi


Tunisi - Porta  Bab El Bahr


Tunisi - Bab El Khadra


Tunisi, il minareto
della Moschea Zitouna

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Tunisi, il minareto
della Moschea Zitouna


Tunisi, il porticato
della Moschea Zitouna


Nel al souk di Tunisi


Bob


nel souk di Tunisi


Artigianato dell'ottone


Nel souk di Tunisi


Negozio di tappeti

 

Tunisi - Sousse (km 152)
Sousse - Kairouan (km 57)
Visita alla città Santa di Kairouan
Kairouan - Sfax (km 137)


 

Tra una russata e l’altra di  me e Zanni, è venuta così l’alba di questo giorno che dovrebbe vederci lanciati finalmente ad assaggiare la terra d’Africa.
Naturalmente non ci facciamo illusioni di spendere ancora degnamente le nostre abbondanti energie, così come la notte ce le ha rese col suo freschino, reso ancor più gradevole dal lucore lunare (dal latino:lucor lucoris,m). Nel sonno ogni bravo Ulisse ha sognato la moglie vestita di luna, vigliacco se la propria, con disappunto di ognuno per il sogno.

Con calma ci alziamo e ci facciamo un bel tè senza troppo limone perchè stringe. Anche i biscotti sono superflui per dei duri come ormai stiamo dimostrando di essere. Solo l’alta poesia ci tocca il cuore e così pure la voce del passato che anche fra il casino
di Tunisi d’oggi, arriva a commuovere l’animo nostro. Noi raccogliamo su tutto dai Souk di Tunisi e anche dalle puzze, riusciamo a stabilire un parallelo con il nostro medioevo, per via delle lavorazioni artigiane, distinte via per via, per le condizioni igieniche e di lavoro, per l’impiego di ragazzi in questi buchi di botteghe, anzi di bambini che battono il rame o il cuoio, o bulinano o cuciono ecc.

Il Souk o sucòun
, è una viuzza larga molto.... poco, di una ristrettezza tale che la gente fa veramente pena. Essi, i Souk, si trovano nelle Medine, che non sono altro che le parti vecchie, antiche delle città arabe-tunisine ecc. Ebbene dicevamo, qui abbiamo rivissuto l’anima de’ secoli.

Abbiamo fatto spesa di cavolate
varie nei Souk, di cose utili come la lampada per fare la luce e il pane da mangiare ecc. Allora siamo partiti per la prima volta a contatto col fenomeno più piacevole per il nostro presidente, vale a dire il continuo lavorio ai fianchi, davanti e dietro, ad opera dei ragazzi di tutte le età da due mesi a vent’anni (ci hanno tolto la "I" sigla d’Italia che avevamo). Il fatto più pericoloso a detta di tutti, è dar corda ai ragazzi, ma il nostro presidente è impavido, ed è la nostra rovina perchè provoca questi innocenti con regalini, poi loro se non gli dai tutto il resto, ti dìsfano la macchina. Poi ci si mette anche Camillo, che ormai non ha più canottiere a pochi chilometri dalla partenza, per un malinteso senso d’Umanité, Fraternité et Egalité.

E’ infatti la fine del mondo, quando dobbiamo raccogliere le nostre cosarelle per scappare!

Da tutte le parti ci sfugge la roba, cioè ce la fanno sfuggire i localini dopo mangiato. Quindi ci diamo nelle mani della Pro-loco che ci da due indigeni per girare una medina di Kairouan.

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Ad ogni buco, le botteghe dei tessitori di stoffe (tutte lavorazioni su telaio a mano, nelle solite condizioni squallide per l’ambiente e perchè tanti ragazzi filano la lana e fanno tanti lavori), sono

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dei dinari, dei millesimi che ci sgùrano. Ora ci fanno vedere un cammello che al primo piano di una costruzione, gira gira intorno per pescare acqua da un pozzo con una catena di anfore, col sistema anglo-arabo-turco-greco-cipriota-ispano-andaluso-peruviano, vale a dire sarebbe questo:

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dal pozzo viene su l'acqua che poi ritorna nel pozzo. Il fatto fondamentale è che il cammello ha gli occhi bendati perchè un lavoro così ingrato non lo può vedere, nel senso che se vedesse che le sue otto ore di giostra sono dedicate ai turisti, è chiaro cosa farebbe!

- e i turisti smènano
!

Poi continuiamo dalla vecchietta che sulla porta ci aspetta; ci porta dentro un atriet arabesque e si mette a fare un tappeto persiano naturalmente a mano e non persiano. Un fitto dialogo si intreccia fra noi e lei e le chiediamo quanto ci vuole a fare un tappetin e crediamo di capire che dipende dai turisti, cioè, quando i turisti arrivano il lavoro va avanti e poi basta

- e via i dindini!

Quando abbiamo speso abbastanza, andiamo via, alle diciassette verso Sfax e ci fermiamo a pochi chilometri da essa in un botteghino, per farci dei limoni e dei biscotti. Li troviamo i biscotti e anche un ragazzo che ci indica dove campeggiare, lì fra paio di scorpioni che però non dovrebbero saltare fuori e se saltano fuori non dovrebbero pungere e se pungono non dovrebbero fare male.

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Siamo campeggiati fra una specie di ulivi-prugnetta pieni di cicale che fino alle otto lavorano. Quando suona la sirena, tutte smontano e vanno a casa e noi montiamo tra l’altro le tende, forno ecc. e arriva subito l’omino del botteghino col quale combiniamo una serata interessante. Zanni spera che lo invitino a casa loro a mangiare il Kous-kous, sempre per gli umani contatti e ancora di più spera quando loro dicono in francese, di volerci portare le loro amanti (les amands).
Tutti cercano di chiarire al caro amico e a chi è caduto in un tranello di lingua, che la pronuncia non lasciava dubbi, infatti arrivano delle peschine acerbe prugnettate che non si mangiano, ma si schiacciano le romèlle
e voilà, si mangiano le mandorle secondo il costume arabo degli arabi, sia dell’Arabia, sia dell’Africa, sia della Tunisia oppure di altri posti.

Masticando ci si intoppa, intoppandosi si beve, bevendo ci si stoppa, stoppando ce la beviamo e mangiamo e il vino cala....... cala e se non li mandiamo a letto, sarebbe brutta. Già c’è qualche mal de tête , Dino e intoppo intestinale, quindi ci mettiamo a letto.

Galleria fotografica



Nel Souk di Tunisi


Nel Souk di Tunisi


Nel Souk di Tunisi



Nel Souk di Tunisi



Nel Souk di Tunisi



Nel Souk di Tunisi
un momento di riposo



Veccho tunisino



Ermanno tra i
vicoli di Kairouan



Kairouan
Bottega di artigiano



Kairouan
Bottega di artigian



A passeggio per Kairouan



Acquedotto di Kairouan
al tramonto



Acquedotto di Kairouan



Riunione con gli ospiti
poco prima di Sfax


 

Dormiamo a pochi chilometri da Sfax sulla costa tunisina
la notte tra il  21 e il 22 luglio
fra gli ulivi con le mandorle di pesca

 




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