Giorno XVII - Lunedì 4 agosto 1975 - Viaggio Africa, Cover, DVD, Game, ricette, Corgi, Carlino

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Giorno XVII - Lunedì 4 agosto 1975

MAF 75
 
 
 



 
 

Tangeri
Visita alla città

 
Galleria



Tangeri - panorama


Tangeri - traffico di oggi


Tangeri - la costa


Tangeri - centro città


Tangeri - culturale


Tangeri - passeggiata


Tangeri - passeggiata


Tangeri - di notte

Per la diciassettesima volta si aprono le luci e ci troviamo inaspettatamente in un magnifico camping "patacco" e pieno di turisti, mentre ci aspettavamo di aprire gli occhi su spiagge deserte, su dune alte come le montagne, su palmeti traboccanti d'acque non clorate. Il vocio arabo-turco-mussulmano-marocchino dei marocchini, che prevalgono numericamente nel camping, rappresentati nella classe media, ci riporta alla realtà dura: siamo in Africa, nella sua parte poco gustosa, ma siamo in ballo e allora bisogna fare i turisti. Andiamo perciò a visitare Tangeri, più automobilisticamente che pedonalmente. E' meglio scorazzare così, su e giù, qua e là, finché siamo in alto, fra ville arabesque da marocco chic, o da dollari americani: da cinema!

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Delle robe fra il verde, che potrebbero far cascare la goccia a ogni lettrice di Grand-Hotel, Oggi e Novella 2000. Naturalmente non sono stupidi del tutto i signori; il posto di tutte queste alcove è sul mare, a picco su uno spettacolo naturale da mille e una notte.

Quando abbiamo fame, andiamo a mangiare al camping, sotto il sole, ma non sotto il sole proprio esattamente, sotto un impianto ombrifero fatto di panni, fili, sacchi a pelo. Così sventiamo il losco raggiro tentato da Bob Zanni, pasta d'inganni, di portare la gente al ristorante del camping. Alla fine pero per Barbazianni ci vuole un'orangina.

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Stasi riposevole specie per me e il presidente, dopo il lauto pranzo, mentre c'è in giro nel nostro campo un fervore di bucato. Così intorno al MAF si può annunciare lo stendimento della roba: 75 m di filo, 250 capi, 125 merletti o ciapéin, 350 mq di mutande, canottiere, berretti, calze, tovaglie, asciugamani, passaporti. Un bivacco come si suol dire, semi-feriale e semi-festivo, fino a quando al richiamo del mare, rispondiamo in tre e prendiamo a camminare verso la sua voce lontana che si sente oltre gli orti e i fichi d'india. Il sentiero procede fra siepi di fichi d'Africa molto spinosi, com'è il suo costume; guai a uscire dal sentiero sbandando. Usciamo al mare e usciamo per fare il bagno. Dopo al campo, mangiamo e beviamo al suono di buona musica marocchina, ma veramente buona e prolungata. Quando è finito il pasto, Camillo e Giuly escono a spasso e a telefonare!

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Quanto allo spasso, è peggio che andar di notte in Africa. Nel giro di due minuti il duo cede e fugge vergognosamente davanti alla sfilata di marocchine, fatte col pennello o con che so io.

Il locale del camping ci attira con la sua musica esotico-romanico-gotica. A noi non ci piace un gran ché, ma non si può dire in questa sede esattamente che cosa ci è piaciuto questa sera-notte, là dietro al locale, tra la piscina e non mi ricordo più che cosa!

Lasciamo là tutti che continuano a strimpellare (Bob è rimasto in tenda, come può fare un Presidente) e raggiungiamo il nostro inconfondibile che se la dorme e se uno vuole, se la tromba anche e andiamo a letto.

Galleria



Tangeri - nel grande mercato



Tangeri - nel grande mercato



Tangeri - nel grande mercato



Tangier - Palazzo del
Sultano e Museo



Tangeri



Tangeri



Tangeri - passeggiata a mare




 

Dormiamo la IIa notte a Tangeri, camping Tingis,
fra un certo caos musicale marocchino,
la notte fra il 4 e il 5 agosto.

 




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