Giorno XVIII - Martedì 5 agosto 1975 - Viaggio Africa, Cover, DVD, Game, ricette, Corgi, Carlino

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Giorno XVIII - Martedì 5 agosto 1975

MAF 75
 
 
 



 
 

Tangeri – Ceuta (km 72)
Ceuta - Algeciras (km 36)
Algeciras - Malaga (km 138)

 
Galleria



Ceuta - veduta aerea


Ceuta


Ceuta


Ceuta


Ceuta


Ceuta - la dogana


Gibilterra


Gibilterra

Sappiamo alzandoci, che dobbiamo andare a Ceuta sulla costa, più a Est di Tangeri di 50 Km e proprio di fronte ad Algeciras. Céuta è Spagnola anche se è in Africa, ed è la nostra preferita perchè è Spagnola ed è in Africa, così passiamo in Spagna prima di andare in Spagna, cioè in Europa. E arriviamo all'imbarcadero attraverso un casino di dogane, cioè una dogana, ma così dogana, che abbiamo dovuto riempire i bravi moduli e le brave attese sotto il sole, mentre a lato, più in basso, la gente se la sguazza nel mare e sulla spiaggia.
Sono le undici meno venti e allora speriamo di sbrigarci per arrivare alle undici alla barca e partire alle 12 verso l'Europa.

Adesso comincio a parlare, quanto orario, in termini spagnoli, cioè due ore di meno di qua (in Africa) e due ore di più di là (Europa). Così arrivati al porto, partiamo alle 14 e arriviamo a terra alle 15,30. Arriviamo dentro la baia, che tiene sul suo corno d'Est, Gibilterra e sul suo corno d'Ovest (internamiente), Algeciras. Appena sbarcati prendiamo a correre lungo la Costa del Sol, non senza aver subito prima un altro mezzo controllo.
La magnifica costa, sulla destra mano, ci sfila indietro con spiagge d'oro, acque incorniciate d'argento, lì dove vengono a insabbiarsi e relativamente libere da bagnanti (a tratti non c'è un cane). Altrove stanno nascendo dei favolosi impianti balneari, dei villini, degli appartamentini bianchi in edifici bassi, o in palazzoni altissimi.

Ogni tanto, dietro a questi impianti, dalla parte del mare, ci stanno facendo dei porticcioli per piccole imbarcazioni da diporto, che fa pensare al carattere lussuoso della costa, domani. Ben presto la costa comincia ad alternare sabbie a scogli, mescolati nel giro di breve tratto, così le spiaggette vanno a morire zuccando ai piedi di roccette scure dalle quali sono riparate e donde saltano in acqua i ragazzi per via della frescura.

Lo stomaco che non ha mangiato da tempo immemorabile, ora si sveglia e grida, ora si riaddormenta e tace (sul battello, chiamato "Isola Minorca", ci eravamo fatti una fetta di pane e una birra). Tiriamo tiriamo, finché sulla via, in una cittadina, vediamo che fanno dei panini caldi in un baracchino, .... giù e domiamo i morsi della fame con qualcosa che risponde al nome di Hamburger e Hot-dog e con un po' di Coca e Cerveza, che è poi il nome ispanico di birra. E ancora avanti verso Est seguendo la costa, mentre alle nostre spalle, il sole piega decisamente i suoi cavalli verso l'oceano che presto li riceverà e tutti ansanti1 e schiumosi per la lunga corsa, li staccherà dal carro d'oro e li riposerà nelle sue caverne perchè balzino a montare il cielo infuocato di nuovo, domattina. Così la fatica degli uomini, così quella degli Dei, così quella degli Ulissi, i scemi-dei. Ed è infatti l'ora buona, quella:


"che volge il disio ai navicanti..."
che la smettono di andare avanti!


E a quest'ora ci piantiamo e ci accorgiamo subito che l'Africa l'abbiamo perduta irreparabilmente, senza più traccia di acqua non potabile, di cose difficili da trovare, di campeggi senza anima per 50 Km di raggio, ecc. Ci piazziamo tra la strada e il mare, più vicini alla strada, in uno spiazzo non pulitissimo, già popolato da campeggiatori volanti. Ci sta un bagno, mentre si cuoce la cena, in un mare dantesco come un olio. (A proposito di olio, ci vuole un po' d'olio per cuocere e condire dei bistecconi presi in un paese prima di Malaga) Giuly va lì a due passi e può subito scegliere fra oliva e semi con facilità. Cosa da non trascurarsi, un'ora fa ci siamo lasciati alle spalle Malaga dopo un veloce sopralluogo e come vedesi, abbiamo continuato sulla costa con l'intenzione di mollarla domani per andare all'interno verso Granada.

Ci rilassiamo in considerazioni sul nostro giro: ci compiacciamo dell'ottimo spirito che tutti siamo riusciti a creare. Tutto volge al tramonto, il viaggio va verso l'epilogo. Sotto le stelle che si accendono smorte, smortine, rade e piccoline, notiamo nell'ultima luce alta, un UFO bianco luminoso, una specie di medusa fosforescente altissima che sta sospesa come nelle profonde acque di un oceano. All'occhio nudo appare così, ai binocoli si rivela una specie di paracadute luminoso, un pallone, forse sonda, per chissà che sondaggi. Quando siamo a letto fa caldo e nella notte uno esce dalla tenda e se la dorme come ai vecchi tempi, come facevano gli antichi quando avevano caldo, accarezzati dalla brezza!

Galleria



Algeciras - la baia


Algeciras - la baia


Algeciras - la baia


Algeciras - panorama


Algeciras - la baia


Algeciras
una gru del porto


Marbella


Malaga

 

Dormiamo la notte fra il 5 e 6 agosto oltre Malaga
vicino alla strada, fra lei e il mare.


 




1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25

 
Torna ai contenuti | Torna al menu