Giorno IV - Martedì 22 luglio 1975 - Viaggio Africa, Cover, DVD, Game, ricette, Corgi, Carlino

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Giorno IV - Martedì 22 luglio 1975

MAF 75
 
 
 



 
 
 

Sfax - Gabes (km 138)
Gabes - Kebili (km 119)
Kebili - Bechri (km 22)

 
Galleria fotografica




Sfax


Sfax - Place Republique


Sfax


Sfax


Sulla strada verso Kebili


Ingresso oasi di Kebili


Kebili
il MAF parcheggiato


Kebili


La farmacia di Kebili


Kebili-Statua dell'albero
della palma


Folklore a Kebili


Dromedari a Kebili


Kebili - costruzione di
un muro antisabbia
antidesertificazione



Bob

Ci svegliamo ancora una volta aprendo gli occhi spontaneamente ed ecco in azione tutti a smontare, bere lo yogurt che ieri sera ci hanno regalato con del latte-yogurt e the e via a Sfax assieme al nostro amico che ci accompagna nella grande città da un milione di abitanti (dice lui), centomila dice la guida. I nostri quattro vanno a limoni e alla spesa varia mentre io vado a mé, che é acqua e attendo...;
Poi si riparte per una zona interna che é interna una cosa giusta, perché é ancora sul mare e la città che tocchiamo, ultima della costa, é appunto la marina Gabes. Qui Giuliano, brillante, fa una bella proposta perché vuole sentire il pesce dell’altra sponda mediterranea e i tipici prodotti della cucina locale come il kush-kush. Siccome gli ingegneri non hanno problemi socio-economico-politico-psico-fisico-religioso-finanziario, noi lo comprendiamo con fraterna benevolenza anche perché é uno dei nostri migliori fotografi senza fratelli indefinibili come potrebbe essere invece Camillo che per via del fratello (non si capisce bene cosa centra il fratello in questo) fa le fotografie di notte col  flash che si accende un buon quarto d’ora dopo lo scatto
, tanto alla fine le diapositive non impressionate le raccogliamo tutte e le vendiamo. Ieri sera Camillo ci ha fatto alcune di queste diapositive speciali senza sviluppo!

Così ci infiliamo in un "Restaurant" e giù a ordinare. Gli ordinatori di turno sono: il Signor Zanni senza inganni e il Signor Santini il re dei beduini. Le cose vanno mettendosi male per 3/5 del gruppo se si fa esclusione dei 2/5 rappresentati da Dino e me che hanno bevuto da cristiani;

- il resto che cosa e come ha bevuto?

********

Il problema é risolvibile senza radice quadrata se si tiene presente che 3/5 non avevano affatto bevuto da cristiani, ma neanche da Mussulmani, né da Buddisti o da Testimoni di Genova ma propriamente da imberièg e così fu che gli ordinatori ordinarono senza pietà al punto che il Professore di II scatto ruolo B, Zanni, sente e legge:

- Pastik par le coul,
e voilà,
- vada per le pastek, parbleu!!
E arriva della languria calda!!
- fa rient


I tre sono belli, scatarrano il francese ch’è un francese da "ballino sotto un'ala
",par examples, la più bella da raccontare al prete é: ci vorrebbe dell’acqua minerale e allora uno di noi col nome che comincia per "Za" e finisce per "ni" e sa il francese (forse quello savoiardo) interviene:
- Eau de frigo monseaur!
E non sa che frigò in francese non vuole dire minerale! Ormai il più é farci caso. Quando andiamo via, c’é da scegliere tra proseguire o non proseguire, dal momento che é esclusa la marcia indietro anche se il caldo e il sout fa un po’ impensierire la maramaglia brancaleonica.
Dopo una piccola sosta a Gabes imbrocchiamo la via del deserto quella verso ovest per Kebili e ci facciamo nel caldino i nostri 140 Km circa in un paesaggio che diventa sempre più sahariano, dunoso e sempre più secco. Kebili la oltrepassiamo senza curarci molto di lei, benza e acqua e via nonostante la pro-loco ci consigli una guida perché la strada attraverso lo chot seguente é mossa. Lo Chot
noi lo conosciamo già per averlo visto al cinema e non attacca il discorso dell’omarino che declina ogni responsabilità nel caso che ci insabbiamo o meglio ci impantaniamo nell’acqua salata.

Di questo infatti si tratta, passare attraverso una depressione situata nel sud della Tunisia dove le scarse montagne tunisine digradano verso il Grand Erg Orientale
. Questa depressione é ricoperta di una crosta più o meno solida di terra e sale e nasconde sotto, acqua salata.
Intanto ci portiamo avanti fino al punto abitato più inoltrato verso il Chott El Djerid
. Compaiono le prime dune vere e proprie verso sera ed é lì che caschiamo nella trappola del primo insabbiamento, mentre a Bechri tentiamo di entrare in paese. Allora scavando col le unghie e con una pala gentilmente messa a nostra disposizione dall’A.N.A.S. ci portiamo appena oltre il paese dove con sorpresa scopriamo (é ancora presto, le diciotto) un sacco di cose. Un’enorme sorgente sgorga su e si incanala verso l’immancabile palmeto (le città e i paesi d’ora in avanti sono vere e proprie oasi). Lì in giro ci sono delle botti su carri e degli attrezzi agricoli e uno stagno intorno al quale parcheggiano dei cammelli dromedariati.

Ci sono due o tre soggetti che subito al nostro abbordaggio, dimostrano cordialità, intelligenza, scienza, sapere, cultura, sensibilità e apertura mentale oltre che strabismo.
Ci accolgono senz’altro in quei paraggi molto ben disposti; ci fanno mettere lì presso le tende, parliamo abbondantemente e ci fanno anche fare una passeggiata serotina sulle dune, quando ormai il caldo é dimòndi
calato e combiniamo che due di loro (lì intorno sono arrivati diversi tunisini), si fermano a cena a casa nostra. Ci sono in questo gruppo di giovani, uno studente di storia e geografia all’Università di Gabes e degli studenti di scuole tecniche di Kebili, la città più vicina. Arriva anche un insegnante delle medie di Kebili, fa scienze naturali. Si rimane a parlare in francese e inglese fino a mezzanotte e quando é già tardi, i nostri amici lanciano l’idea del tè.

************

Arrivano quindi subito con alcuni pezzi di legno di palma e foglie della stessa e tutto un armamentario fra cui tè e menta. C’è un primo, un secondo e un terzo tempo, perché preparano l’affare facendo tre giri e tre tipi dello stesso tè, in un crescendo di squisitezze, mentre Camillo ci accompagna con lo strumento in canti ecc.
La conversazione prosegue su tutti i temi, la scuola, il sesso, le tradizioni varie, il progresso, il partito Destur
, l’emigrazione ecc. Col freschino così gradevole, non si andrebbe mai a letto, però siccome domattina dobbiamo andare tutti a lavorare, cerchiamo di andare a letto e non è facile, perché gli ospiti ospitanti, vivono di notte come è risaputo, come i coyotes, gli sciacalli e gli insetti notturni e quindi non si decidono ad andarsene. I ragazzi ci godono a cavalcare un dromedario, mentre il guardiano gira l’occhio e la luna sorride su queste ragazzate!!
Vuoi per questo, vuoi perché ha la faccia quasi piena, noi abbiamo bisogno della lampada per modo di dire. Si contano le dune all’infinito qua intorno, quando gli intellettuali del deserto hanno, per modo di dire, levato le tende e se ne sono andati. Storica rimarrà questa serata, per un’immersione a scopo di bagno e un bagno a scopo di lavaggio, di Dinaro
e me, nella sorgente, sotto la luna e inoltre oggi, ...stasera, è il battesimo di Zanni, che avendo un cappello rosso in testa e una maglietta gialla, ci ha pensato Dinaro a nomarlo: "fungo" o meglio in francese "champignon"!

E così, champignon di qua, champignon di là, champignon di su, champignon di giù, a nanna subito.

Galleria fotografica




Oasi di Bechri


Oasi di Bechri


Oasi di Bechri


Dromedari si dissetano
nell'oasi di Bechri


Dromedari
nell'oasi di Bechri


Dromedari
nell'oasi di Bechri


Dromedari
nell'oasi di Bechri


Dromedario
nell'oasi di Bechri





Camillo in cima alla
duna a  Bechri, si è
ferito con lo zoccolo


Bob raggiunge Camillo


Bob scende a riferire


Camillo ferito alla
fronte a Bechri


Silhouette

 

Dormiamo a Bechri, ultima oasi prima del Chott el Djerid
20 Km dopo Kebili,
la notte tra il 22 e il 23 luglio

 




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