Giorno XXV - Martedì 12 agosto 1975 - Viaggio Africa, Cover, DVD, Game, ricette, Corgi, Carlino

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Giorno XXV - Martedì 12 agosto 1975

MAF 75
 
 
 



 
 

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Ventimiglia




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Ventimiglia

E' molto probabile che questo giorno sia quello che conclude l'avventura degli Ulissi, che per fame (tutte le fami sono brutte) hanno decisamente imboccato la via di casa.


Lunga è la strada, stretta è la via,
sembra quella più lunga che ci sia.


E' ormai il ritorno, l'ultimo salto, l'impresa non scherza, è quasi come dover attraversare un deserto e rimanere senz'acqua; se ti fermi sei fottuto, andare avanti è un'impresa doppiamente difficile perché devi dosare maledettamente le forze. L'oasi è là oltre l'orizzonte. Per noi l'oasi è rappresentata dal nostro focolare domestico, dalle nostre brave mammine e ancora più brave mogliettine. A questo desiderato porto, anela ogni cuore dei cinque, moltiplichiamo gli sforzi per coronare con l'ultimo slancio d'amore, tutta l'impresa.

- Itaca è quasi a portata di mano!


All'una e trenta francese, 14,30 per gli italiani, tocchiamo il natio suolo a Ventimiglia, con la pancia vuota; non importa, l'importante è rivedere al più presto la casa natale, la mamma in lacrime, l'amata, la diletta consorte, la prole, gli amici, la languria
che non abbiamo mai trovato sul nostro cammino, il cinema all'aperto, quello al chiuso, il caffé da cristiani, un'orangina fresca, un bagno, una doccia, come diceva anche Napoleone dopo ogni battaglia (escluso Lipsia e Waterloo).

-Perché non andiamo a fare una settimana su in montagna prima di andare a casa?

Chiede uno dei cinque che non ha capito niente!

- Ma allora, che cosa scrivo da fare questa pagina, dico io!
- E' meglio che mangiamo, adesso che siamo in Italia!

- Si ma che cosa?,
- la ruota di scorta?


Pescando pazientemente, qualcosa troviamo da mettere sotto i denti: un po' di maionese, due fette biscottate, un po' di salame affumicato e ci fermiamo per il lauto pranzo, e dopo, una bella sigaretta per digerire!
Marciamo sull'autostrada e ci ferma solo una pattuglia di carabinieri,  "Fermi tutti!"


Hanno solo voglia di fare due chiacchiere e di chiedere se stiamo andando a imbarcarci a Livorno! A noi che abbiamo tanto di percorso schiaffato il sotto il loro naso, sulla fiancata del pulmino. Impariamo dal nostro impareggiabile contabile incontestabile che abbiamo speso 270.000 lire ognuno. Un grido di gioia da parte di Santini, che sta già pensando di andare al mare. Intanto Camillo si fa la barba dopo aver aperto il suo beuty case; il MAF procede, supera Genova e Camillo finisce la sua barba e si inodora, tanto qua dentro a un'astronave così, la barba ricresce subito, un lavoro inutile!


Il cielo dice chiaramente che c'è in giro burrasca in alta Italia, o perlomeno c'è stata. Delle nuvole scure girano un po' disorientate per il cielo, che rimane però sgurato e terso là dove esso si libera. Un fresco da montagna alta ci accoglie anche nella Liguria che ci salutò venticinque giorni fa calda e afosa, quel 19 luglio che pare terribilmente lontano nel tempo!
Chiudiamo qua il cerchio enorme del nostro giro e allora ci sentiamo trascinati da una nave misteriosa, solo simile a quella che quel diciannove infuocato ci lanciava verso l'avventura alto-marina, verso i paesi che la fervida immaginazione ci dipingeva davanti pieni di fascino.
Questa nave ora ci fa ripercorrere sentieri marini e desertici, ci riporta già fin d'ora, come per tutti gli anni della nostra vita futura, all'irripetibile esperienza di cinque, legati a doppio filo dall'amicizia, dalla volontà a volte veramente insospettata dentro ciascuno, dalla sete per aprire gli occhi sulle realtà sempre sognate e per sognare partendo da mondi troppo crudi nella loro disgrazia e miseria.
E si sognò l'avvenire del mondo che soffre sotto il sole e la sete e la fame e chissà dove ci riporta questa nave e dove ci riporterà ogni volta che incontreremo lo sguardo amico...


E va la nave su un nuovo mare
...e il naufragar ci è dolce
in questo mare.

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