Giorno XIII - Giovedì 31 luglio 1975 - Viaggio Africa, Cover, DVD, Game, ricette, Corgi, Carlino

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Giorno XIII - Giovedì 31 luglio 1975

MAF 75
 
 
 



 
 

Ouarzazate - P.sso Tichka (km 106)
P.sso Tichka - Marrakech (km 96)

 
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Ouarzazate



Ouarzazate



Ouarzazate
ingresso alla cashba


Ouarzazate - kasbah



Ouarzazate


Ouarzazate
entrata studi cinematografici


Ouarzazate
Vie della Casbah

Salpiamo verso le otto e passa e puntiamo verso Marrakech. Ben presto ci accorgiamo che i progetti per fare il percorso in tre, quattro ore, é poco realistico. La strada continua a distendersi davanti a noi all’infinito, ma comincia anche a salire e quando é cosi dritta, non si ha l’esatta sensazione della pendenza, quando essa si svolge in tornanti, allora ci accorgiamo che stiamo salendo forte, anche perché si sta per la prima volta in Africa, di giorno in un clima ideale, quasi freschino In breve tempo ci facciamo un primo passo, non altissimo, poi scesi giù, riprendiamo a salire e raggiungiamo un altro passo, alto 2263 metri s.l.m. il passo Tichka.

Sulle montagne intorno compare la vegetazione arborea, tra l’altro costituita da pini che scendendo vediamo accanto ai fichi d’india e a bellissimi fiori d’oleandro, folti e spontaneamente diffusi nel fondo della valle che percorriamo. Enormi  spazzaneve e alti pali ai  bordi della strada, ci dicono che qui d’inverno nevica moltissimo. Dal passo lo spettacolo é di altissima montagna; la strada scende a tornanti e la si vede laggiù, lontanissima con dislivelli enormi; una cosa del genere la si può notare sulle montagne della Turchia, quando da Trebisonda si arriva al passo e si ridiscende verso Erzerum. Scendendo, troviamo delle pastorelle che pascolano delle mucche magre e portano con sé  qualche bimbo piccolissimo.

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Qualcuna porta una grossa lanterna a petrolio molto bella. Giù dalla discesa ci arrestiamo, perchè abbiamo notato fra i negozietti  alimentari  di  un  paesino,  uno che vende spiedini  a un dinaro per quattro, gli Schish Kebab, morale: mangiamo. Al solito non si trova il vino e allora facciamo come quelli di Faenza.

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Continua  così il  parallelo fra le montagne  turche anche negli spiedini e ripartiamo. Siamo a Marrakech ad un’ora che oscilla fra le due e le sei del pomeriggio e allora la prima mossa la dedichiamo al telefono, che vuole dire mollare Dino e Giuliano alle Poste a tentare e andare noi al camping. Siamo senza Dhiram, moneta locale che vale 165 lire italiane. Andiamo ad un Hotel per cambiare, ma hanno degli orari. Cambiamo in banca e andiamo tutti al camping, dopo che i due hanno finalmente telefonato.

E’ già cominciato il bombardamento degli scocciatori locali che:

- Monseaur
- un guide!
- voulè vous? ecc. ecc.


E i maschietti:
- Un Dhiram, un pantalon! ecc. ecc.


Al  campo ci  sistemiamo come si deve e ci facciamo un buon cenetto, lasciandoci alle spalle la dura esperienza del deserto. Cominciano gli ozi di Capua, d’altra parte:

"Com’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia,
chi vuol esser lieto sia, del doman non v’é certezza!
"

Palmieri
(Traduzione  di  Lorenzo  la  Palma)


Si  va  anche a  letto, naturalmente Champi  é il  primo ad arjacarsi, scappando dalla compagnia come se gli venisse un attacco di diarrea. Noi si parla e si discute, ben presto anche Giuliano defeziona e rimaniamo noi tre con i nostri discorsi esistenziali.

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La strada che porta al
passo di Tichka
quasi lo Stelvio!


La strada che porta
al passo di Tichka


La strada che porta
al passo di Tichka


Siamo giunti sul passo


Marrakech


Marrakech
piazza Djemaa-el-Fna


Bob nel camping di Marrakech

 

Dormiamo sotto le tende al camping di Marrakech
al dolce suono del mandolino ricavato da una latta di benzina,
ad arte suonato dall'uomo-pompa o dall'uomo-tubo,
la notte tra il 31 luglio e il 1° agosto

 




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