Giorno XV - sabato 2 agosto 1975 - Viaggio Africa, Cover, DVD, Game, ricette, Corgi, Carlino

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Giorno XV - sabato 2 agosto 1975

MAF 75
 
 
 



 
 

Marrakech - Casablanca (km 296)
Casablanca - Rabat (km 92)

 
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Casablanca
uno sguardo verso l'oceano


Casablanca
veduta aerea


Casablanca
veduta aerea


Casablanca


Casablanca
Moschea di Hassan II


Casablanca
Moschea di Hassan II

Partiamo con una fermatina d’obbligo alla posta e prendiamo, non più tanto presto, verso Casablanca, verso il grande Oceano. E’ evidente che più andiamo a Nord, più lasciamo a Sud delle zone desertiche e troviamo delle zone coltivate. Come era prevedibile, a noi dispiace lasciare il  deserto perché lì non sapevamo mai a cosa andavamo incontro, se un’insabbiatura, oppure due o tre, se un cammello o un dromedario, se una velata o una svelata, se pista o sentiero, se spaghetti o maccheroni, se limôun o sitrôun, se bella o brutta stagione, se sarà diarrea o dissenteria, se russerà o non russerà il figlio di mia madre. Insomma nel deserto e anche non deserto, ma meno rotto dal turista, noi ci abbiamo sì sofferto, ma con gusto; dove invece da due giorni bisogna adattarsi a degli spettacoli folkloristici, o a delle oleografie che per esempio, quando vogliono a tutti costi  assumere  la  patina di  esotico e africano,  la  faccenda diventa ridicola. Spesso  è la  lira  che conta nei posti “patacca” che sono veramente  belli  dal  punto di  vista naturale, da Casablanca, a Rabat, a Tangeri.

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Noi pranziamo lungo la strada, in una specie di rosticceria, dove  il  vino  non c’è e  l’andiamo a  spillare dal  nostro MAF. Questo è un paese che si chiama Berrechid e allora vediamo una  banda  dietro  un carro,  con  pifferi,  tamburi  e  battimani.   Noi  mangiamo  molto  pepato, sempre bevendo e pagando né troppo, né poco. Casablanca ci aspetta fino a quando non la raggiungiamo e allora ci mettiamo a girarle dentro, così bianca, esotica, danarosa e grande com’è!a cercare un’agenzia per il salto in Spagna, ma è domenica, e allora nulla.

Ci piace però guardare la grande città da un milione e mezzo di abitanti. Ci sono dei palazzi alti come grattacieli e un sacco di negozi. Ad un certo punto ci và di andare verso sud, a vedere la favolosa  spiaggia sabbiosa dei  bagni esotici: Tahiti, Kontiki, Miami, Acapulco, Lido, Sable d’or, Auflà Plage; Hotel di I° si insabbiano tra noi e la spiaggia, con tutti i loro meravigliosi clienti. Siccome abbiamo mangiato, non possiamo mescolarci al fiore di tutte le  spiagge,  noi  figli  del  fango e del  guano, adoratori del sole e dell’acqua e varechina.

Com’è nostro uso e costumo, con grande pianto, di quelli che le cose le  vorrebbero vedere, visitare, toccare, masturbare, saltiamo il saltabile e quindi ci portiamo a Nord verso Rabat. Ci arriviamo dopo una novantina di Km, a sera e ci accampiamo in un camping di  Ia con i servizi di IVa, sulle rive di un fiume che taglia Rabat da Sale, il fiume Bou Regreg.

C’è un bel tramonto dalla parte Ovest,  oltre la piscina, mentre  contro un muretto  basso e  largo, cuoce brontolando la zuppa. Le ombre ci avvolgono; qua e là però le lampadine illuminano e allora si notano i ranocchi in amore che saltano l’uno sull’altra con disinvoltura.

E c’è tanta carica dopo la pappa in quelli che dicevano che Rabat bisogna andarla a trovare,  visitare, sviscerare, che non ci vanno e si cacciano giuso, al dolce suono di un Juke Box che a lungo, fino a tardissima ora, lavora per quattro mentecatti là a sballacchiare e più che altro, a guardare chi ha la testa più grossa.

Galleria



Verso Rabat



Bob, Ermanno e Camillo


Verso Rabat



Rabat - Moschea
Lalla Soukaina


Rabat - Interno Moschea
Lalla Soukaina


Rabat - Mausoleo di
Muhammad V



 

Così dormiamo al camping di Rabat,
capitale del Marocco, sulla costa atlantica,
la notte fra il 2 e il 3 agosto

 




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