Giorno II - Domenica 20 luglio 1975 - Viaggio Africa, Cover, DVD, Game, ricette, Corgi, Carlino

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Giorno II - Domenica 20 luglio 1975

MAF 75



 
 
 

(Bertoli - Tazenda) - Spunta la luna dal monte

 
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In vista di Cagliari


Cagliari, prima dello sbarco


La piscina della nave


Cagliari


Cagliari - il porto


Cagliari



 

Genova - Cagliari (km 780)
Cagliari - Tunisi (km 260)
arrivo al porto de "La Goulette"

 

La notte é buona nella grande culla. Qualcuno é già sveglio alle sei, Camillo e riesce a far credere a dei francesi (lui sa il francese), che di qua c’é la Sardegna e di là c’é la Sicilia e si vedono sia l’una che l’altra perfettamente. Solo che siamo dentro al Golfo di Cagliari e il sole, come dice Dante, monta alla destra mano, cioè a tribordo.
Alle otto mettiamo un piede a terra e l’altro pure a terra e così via per un’orina
cioè fino alle nove. Raggiungiamo una torre di alcuni secoli che non si può salire, ma saliamo lo stesso, non sulla torre, ma lungo la strada che va su, non tutti e permette la vista di Cagliari nova  veramente nuova, vera-mente una bella città.

La mattina ci vola e arriva mezzogiorno dove ci ritro­viamo senz’altro d’accordo a disertare il Self-service di ultima
e a mangiare da cristiani e bere, mondo cane, vini piani. Scusate il verso in rima. (Per i vini piani  sardi, si consiglia di chiedere lumi a Luciano Zanarini, o a uno degli Ulissi entusiasti, o a un sardo come Silvio Bundone, o a un altro sardo qualsiasi).

Il pasto é discreto perché l’appetito é stato stuzzicato da un bagno in piscina. La piscina é poi un buco di 2x2 e infatti ci stavamo in quattro, perché quando quattro di noi, meno me, sono entrati, automaticamente sono stati espulsi quelli che c’erano già, che si sono trasformati in spettatori perché si può immaginare che cosa facevano i nostri
nell’acqua.
Molto compita é la clientela di questa nave e ci vuole un po’ di brio. Paghiamo anche il caffè ai nostri amici bolognesi e bruchiamo
fra la gente sopra e sotto coperta al sole e all’ombra e in cabina fino ad avvistare l’Africa e sono le sedici. Sbarchiamo molto dopo, alle diciotto e trenta e ci infiliamo, cioè ci mettiamo in fila alla dogana fuori dal porto di La Goulette a dieci chilometri da Tunisi. Quando Allah vuole, ci muoviamo, merito di Bob che si adatta a farsi infilare per due ore, a due o tre sportelli, perché non so come sia, noi siamo, sempre gli ultimi.

Ci troviamo in carovana con i reggiani (una Volvo di sei metri con una roulotte di quindici metri) e con i bolognesi, due auto molto... molto più corte. Loro però ad un certo punto ci lasciano, perché tirano diritto verso Sousse, per andare al camping e noi invece no. Infatti all’imbrunire delle nove usciamo di strada e senza perdere tempo ci alloggiamo
, naturalmente all’aperto con un buon clima, perché il mare non é lontano. Ed ecco che diamo la prima prova di forza sia come camping adatta­mento libero, sia come camping-eating-prepearing. Zanni fa il cuoco e noi lo aiutiamo, Giuliano e Camillo però mettono in piedi le tende in una luce sempre meno sufficiente, tanto meno che ci vuole la Gaz-Lamp. Intanto le grandi ombre ci avvolgono piene delle piccole ombre dei locali che muti e dignitosi a distanza, osservano mentre ci accampiamo. Ce la mangiamo perfettamente con spaghetti e salsa russa e così concludiamo il secondo giorno di viaggio.

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Cagliari



Cagliari


Cagliari




Cagliari

 

Dormiamo tra il  20 e il 21 luglio
poco fuori da Tunisi,  non lontano dalla strada

 




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